Il Museo all’Aperto

Logo_AssneAmiciDelMontePiana1983-2013: Il Museo Storico all’Aperto della Grande Guerra del Monte Piana compie trent’anni.

In realtà già dal 1977 al 1982 gli “Amici delle Dolomiti”, coordinati dal prof. Walther Schaumann, avevano abbozzato un grande progetto sul monte, che fu teatro di aspri combattimenti, ma più ancora, di lotta alla sopravvivenza dal maggio 1915 all’ottobre 1917.
Dopo il terremoto friulano del 1976, l’allora 4° Corpo d’Armata Alpino aveva sostenuto logisticamente per sei estati il gruppo austriaco, che accoglieva volontari da tutta Europa, per realizzare il primo Museo all’Aperto che proponeva un itinerario storico tra trincee, baraccamenti e gallerie su quel monte dove morirono 14.000 soldati tra italiani ed austriaci, in una logorante guerra di posizione, per il possesso di quel baluardo sovrastante le valli Popena, Landro e Rienza, vie d’accesso alla Pusteria, considerata importante via di alimentazione dell’esercito austro-ungarico, verso tutto l’Alto Adige.
Nel 1982 alcuni volontari italiani chiesero ed ottennero dall’allora Fondazione Monte Piana, affiliata all’Ass. Combattenti e Reduci di Treviso, di occuparsi, oltre che della cura dei monumenti di guerra presenti sul posto e delle celebrazioni per il ricordo dei caduti, anche di manutenzionare annualmente ciò che il Gruppo precedente aveva ristrutturato in quegli anni: arditi sentieri di guerra attrezzati sulle cenge settentrionali e meridionali del monte; un generale ripristino della viabilità di guerra, partendo dalle valli sottostanti, rivalutando sentieri che anche dal punto di vista paesaggistico lasciano a bocca aperta per la loro bellezza; la messa in sicurezza di caverne e gallerie e la pulizia dai detriti di alcuni tratti di trincee e ricoveri, sia sul versante Sud, italiano, che in quello Nord, austriaco.
Appassionati da sempre della storia della guerra sulle nostre montagne, i gemelli Alberto e Fabrizio Gottardo, padovani, nipoti di due combattenti del Col di Lana e del Carso, non avrebbero sopportato che tutto il lavoro fatto sul Piana degradasse ancora solo perché il gruppo con cui avevano collaborato cambiava zona, così nel 1983 cominciarono, con alcuni amici, a trascorrere le loro ferie d’agosto, non solo a manutenzionare le vecchie trincee già pulite, ma a ripristinarne il proseguo verso altre posizioni, così da collegare i camminamenti principali ai resti delle baracche; le postazioni d’arma ai depositi e le gallerie d’approccio agli osservatori.
Dal 1984 le Truppe Alpine ripresero a fornire un indispensabile sostegno logistico ai volontari, che aumentavano sensibilmente di anno in anno. Ogni giorno, durante le prime due settimane di agosto, finché c’era la leva, un mezzo con due alpini lasciava di buon mattino la caserma di San Candido, per raggiungere il campo in cima a Monte Piana (2.325 m.), per portare viveri ed acqua (lassù non ci sono sorgenti) ed aumentare la forza lavoro. Ricordiamo anche che il gruppo vive da sempre autofinanziandosi per quanto riguarda l’approvvigionamento dei viveri, dei materiali e la stampa delle guide che distribuisce ai visitatori.
Per quei 15 giorni di attività si è sempre vissuto nelle tende militari in modo spartano, ma l’organizzazione è costantemente migliorata negli anni. Terminata la leva obbligatoria, il Comando Truppe Alpine ha generosamente continuato a sostenere il gruppo di volontari, cedendo in via definitiva materiali vari per l’allestimento del campo e prestando ad ogni stagione lavorativa una grande tenda-refettorio che tuttora accoglie la trentina di persone che si avvicendano nel periodo in cui il cantiere è aperto.
Da ventenni che erano i due fratelli Gottardo quando aderirono al gruppo di Schaumann, ora sono sostenuti nella loro opera dai rispettivi figli che vivono questa esperienza sempre con rinnovato entusiasmo.

In trent’anni la neo-ricostituita “Associazione Amici del Monte Piana” ne ha fatta di strada con badile e piccone: sono state rispristinate praticamente tutte le principali posizioni di interesse storico della prima e seconda linea italiana e da parte austriaca si sta valorizzando da tre anni il sistema di avamposti che fronteggiavano quelli del nemico ad una distanza minima di 25 metri.
Si è così creato un vero museo a cielo aperto, con itinerari che possono soddisfare tutti i numerosi visitatori che ogni estate affluiscono su questa montagna. Nasce così l’ECOMUSEO di Monte Piana.
Anche da parte delle istituzioni è sempre più evidente l’interessamento per questa realtà che stimola il turismo nel territorio ed il risultato è un concreto sostegno al Gruppo.
L’Ufficio Parchi Naturali di Monguelfo ha promosso il rinnovamento della segnaletica nell’area del museo all’aperto, realizzando, inoltre, delle ortofoto esplicative, con evidenziati i percorsi possibili. Il Comune di Auronzo di Cadore, nella cui giurisdizione è per i 2/3 il territorio del M. Piana, ha sempre dimostrato sensibilità nell’aiutare l’Associazione. D’altronde gli anni passano e quello che è stato fatto trent’anni fa, usando legname, ha bisogno di continua manutenzione.
Nell’agosto 2012, trentesima stagione di effettivo lavoro del gruppo, credo sia arrivata la più bella gratificazione per il nostro costante impegno. Il 6° Reggimento Alpini di Brunico, che è poi il reparto che in questi anni ci ha sostenuto, ha voluto trascorrere una giornata con noi, all’insegna della memoria, risalendo dai sentieri principali che percorrevano i soldati durante la guerra. Dopo l’alzabandiera, il Comandante del 6°, il Colonnello Luigi Rossi, ha lasciato la parola al coordinatore del Gruppo di lavoro Alberto Gottardo, alpino della Sezione di Padova, per un inquadramento storico, che ha evidenziato come fossero distribuite sul monte, durante la guerra, le forze che si fronteggiavano. Ci si è poi divisi in gruppi, per percorrere vari itinerari lungo le trincee, fino all’ora del rancio, consumato sul posto, coinvolgendo anche i numerosi turisti presenti. La consegna del crest del Reparto e la promessa per gli anni futuri a mantenere l’impegno di collaborazione, hanno sugellato l’indimenticabile giornata. Poi le compagnie sono ridiscese a valle, in marcia, così com’erano salite.
Un bilancio senz’altro positivo, dunque, in questo anniversario; risultato di un costante impegno di gente accomunata da tanta passione per la montagna e rispetto per chi visse soffrendo quegli anni tragici della storia italiana.

Alberto Gottardo – Associazione Amici del Monte Piana – ECOMUSEO a cielo aperto di Monte Piana

9 thoughts on “Il Museo all’Aperto

  1. Some folks will never be convinced they have enough money. As long as someone else has a fancier house, a more expensive collection of automobiles, a bigger yacht, more butlers, more maids, or more not-for-profit organizations, universities, or politicians kissing his or her butt while begging for more cash donations, some folks will want more and more and MORE money. They’re just insatiably avaricious. Some folks can’t get enough sex. Let me re-word that: Some folks don’t seem to be able to put on the brakes when they begin to spend too much leisure time with pornography or when their number of regular sex partners begins to get a little too high. Some folks will never be convinced that they might be overdoing it on the alcohol, the weed, the meth, the X, the crack, or the cocaine. Some folks will just deny that they are helpless and enslaved addicts until something forces them to stop denying.And, then there are the folks who’d rather eat 5,000 to 10,000 calories per day and not exercise for a few decades than gain all the benefits from living more healthily, such as the enhanced physical attractiveness and energy, which might help make them sexier, which might help them make more money, which might enable them to afford cocaine and single-malt scotch so they wouldn’t have to settle for crack and Wild Turkey. These bad habits are probably symptoms of a morally ill society that has strayed too far from a healthy moral code. The whole society, the poor and a rich, need more character, more virtue. Every social class in the U.S. is acting and raising their children wrong more often than they should. Decades of too much individual and social moral laxity has thrown too many of us off balance. And when folks are off balance morally, their self-destructive dispositions are more likely to take them over in the form of self-destructive habits. I’m not claiming I’m as virtuous as Epictetus or Socrates. I’m not claiming I’m in the best shape of my life (Although, I still have a waist, can run a few eight to nine minute miles without passing out, and can bench press more than 315 lbs). And I’m not claiming I don’t take a peek at some critically-acclaimed pornography on occasion. I’m just saying that I’ve not allowed any destructive habits to take control, and I spend at least a little time at the end each week trying to figure out how I could live better and help others live better next week. I wish more of my fellow U.S. citizens would doing something similar.

  2. “Yes, you spelled ‘Obtuse’ correctly but too bad you spelled the world trailer as TRALIER. Also, it’s touché, not tou-che.” Actually, oh smart white one, MY spelling was also correct, you simply gave the Franch spelling of a word that we have adopted in our language. Or didn’t you notice the accent mark over the e? And yes, you caught a typo with trailer (tralier)Hey, hit that key pad as fast as we can and move on. And I will admit that I suffer from a mild case (maybe even more than mild) of dyslexia. Hey, some of us have real jobs. We can’t spend too much time proofing a response to a comment on our blogs. You, on the other hand, probably spend your days in your mother’s basement jerking off to old Black exploitation flicks. “Blacks are being allowed to pass from one school grade to another even though they they are not learning anything and have the IQ of a borderline retard. Schools are afraid to fail them because they don’t want to be accused of racism.” Now that’s called projection. “In intelligence I will ALWAYS have you beat. We know your spelling and grammar are poor.” Mr. Trailer park, please read that sentence again and get back to me.Hey, I know we live in A-merry-ca, but being white doesn’t automatically make you smart.Those days are over. Perception is no longer reality. Now you really do have to be smart. And Mr. Trailer park, you just aint cutting it. But I feel sorry for you, you probably blame black people for your inability to make more money than you do, and you feel very frustrated and inadequate. And for the record, I do pay more in taxes than you make in a year, but I don’t mind.I know it helps to keep those food stamps and other government programs coming to your cousins in the hills. See, I am a nice guy. Your lack of intelligence and poor social skills is what’s holding you back there big guy, but you blame black people because it makes you feel better about your own pathetic existence.”How many languages aside from english do you speak fluently, like a native?” Well, if I only spoke English that would be one more than you. But let’s just say that when I travel I am more than capable of taking care of myself. But you wouldn’t know anything about that (traveling), because I am quite sure that a trip to the state fair is as good as it gets for you 😉 Keep em coming Mr. Trailer park, I have the microphone 🙂

  3. Im not that much of a online reader to be honest but your blogs really nice, keep it up! I’ll go ahead and bookmark your site to come back later. Cheers eddabkcbeged

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